<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?><rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><channel><title>musica | The Math of Things</title><link>https://mathofthings.netlify.app/tag/musica/</link><atom:link href="https://mathofthings.netlify.app/tag/musica/index.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description>musica</description><generator>Wowchemy (https://wowchemy.com)</generator><language>en-us</language><lastBuildDate>Fri, 30 Jun 2023 00:00:00 +0000</lastBuildDate><image><url>https://mathofthings.netlify.app/media/icon_hu6c6ed29f698bb57c24ca81ba64928043_3770_512x512_fill_lanczos_center_3.png</url><title>musica</title><link>https://mathofthings.netlify.app/tag/musica/</link></image><item><title>La musica contro l'ansia: la _Math-Music Bubble_</title><link>https://mathofthings.netlify.app/post/math-music-bubble/</link><pubDate>Fri, 30 Jun 2023 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://mathofthings.netlify.app/post/math-music-bubble/</guid><description>&lt;h2 id="introduzione">Introduzione&lt;/h2>
&lt;p>L&amp;rsquo;ansia è ormai una presenza costante tra i banchi. Non è soltanto un&amp;rsquo;impressione di noi insegnanti: negli ultimi anni è diventata quasi una condizione di sfondo, complici anche i due anni di limitazioni e di didattica a distanza che ci siamo lasciati alle spalle.&lt;/p>
&lt;p>I numeri lo confermano. Una meta-analisi pubblicata su &lt;em>JAMA Pediatrics&lt;/em> — che ha messo insieme oltre ottantamila ragazzi in tutto il mondo — ha stimato che, durante la pandemia, circa un adolescente su cinque mostrava sintomi d&amp;rsquo;ansia clinicamente rilevanti, e uno su quattro sintomi depressivi: il doppio rispetto alle stime precedenti.&lt;/p>
&lt;div class="mm-chart">
&lt;h3 class="mm-chart-title">Sintomi d'ansia e depressione negli adolescenti&lt;/h3>
&lt;div class="mm-chart-canvas">&lt;canvas id="mmChart1">&lt;/canvas>&lt;/div>
&lt;p class="mm-chart-desc">Prevalenza globale di sintomi clinicamente rilevanti durante la pandemia: circa il doppio delle stime pre-pandemia. Fonte: Racine et al., JAMA Pediatrics, 2021 (meta-analisi su 80.879 ragazzi).&lt;/p>
&lt;/div>
&lt;p>Dietro queste percentuali ci sono le pressioni di sempre — i compiti, gli esami, le aspettative dei genitori — che per molti studenti diventano veri e propri fattori ansiogeni, con ricadute sulla salute mentale, sulla vita sociale e, non ultimo, sul rendimento scolastico.&lt;/p>
&lt;p>In queste pagine vorrei raccontare, partendo da uno studio di caso, come la musica possa aiutare gli studenti a gestire l&amp;rsquo;ansia, e come noi docenti possiamo darle spazio nella nostra pratica quotidiana, con un occhio di riguardo agli studenti con Bisogni Educativi Speciali.&lt;/p>
&lt;h2 id="come-la-musica-aiuta-a-ridurre-lansia">Come la musica aiuta a ridurre l&amp;rsquo;ansia&lt;/h2>
&lt;p>Che la musica sia una forma di cura è cosa nota da secoli: la usiamo da sempre per accompagnare gli stati d&amp;rsquo;animo, per consolarci, per ritrovare la calma. Ha il potere di influenzare l&amp;rsquo;umore e l&amp;rsquo;equilibrio psico-emotivo, ed è proprio questa capacità a renderla così utile contro l&amp;rsquo;ansia.&lt;/p>
&lt;p>I meccanismi in gioco sono diversi.&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>Anzitutto, la musica distrae dallo stress. Quando ascoltiamo della &lt;em>buona musica&lt;/em>, l&amp;rsquo;attenzione si sposta su ciò che sentiamo invece che sui pensieri che ci assillano: un modo semplice per spezzare quel circolo di pensieri negativi che spesso alimenta l&amp;rsquo;ansia.&lt;/li>
&lt;li>In secondo luogo, stimola il rilascio di endorfine, le sostanze legate alle sensazioni di benessere e di piacere, con un effetto diretto sulla tensione.&lt;/li>
&lt;li>Infine, aiuta a regolare battito cardiaco e respirazione, entrambi sensibili agli stati ansiosi: una musica distesa rallenta il respiro e placa il battito.&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;h3 id="cosa-dice-la-ricerca">Cosa dice la ricerca&lt;/h3>
&lt;p>Non si tratta solo di sensazioni soggettive. Una delle sintesi più ampie oggi disponibili — una meta-analisi di de Witte e colleghi apparsa su &lt;em>Health Psychology Review&lt;/em> — ha raccolto decine di studi controllati per misurare quanto la musica riduca davvero lo stress.&lt;/p>
&lt;p>L&amp;rsquo;effetto non è affatto trascurabile. Sui parametri psicologici l&amp;rsquo;ampiezza dell&amp;rsquo;effetto (il &lt;em>d&lt;/em> di Cohen) si aggira intorno a 0,55; su quelli fisiologici — battito, cortisolo, pressione — intorno a 0,38; e arriva fino a 0,72 negli interventi di musicoterapia veri e propri. Per avere un metro di paragone: in psicologia un valore di 0,5 è già considerato un effetto &amp;ldquo;medio&amp;rdquo; e uno di 0,8 un effetto &amp;ldquo;grande&amp;rdquo;.&lt;/p>
&lt;div class="mm-chart">
&lt;h3 class="mm-chart-title">Quanto la musica riduce lo stress (ampiezza dell'effetto)&lt;/h3>
&lt;div class="mm-chart-canvas">&lt;canvas id="mmChart2">&lt;/canvas>&lt;/div>
&lt;p class="mm-chart-desc">Valori del d di Cohen. Le linee di riferimento indicano effetto piccolo (0,2), medio (0,5) e grande (0,8). Fonte: de Witte et al., Health Psychology Review, 2020.&lt;/p>
&lt;/div>
&lt;h2 id="la-musica-per-gli-studenti-bes">La musica per gli studenti BES&lt;/h2>
&lt;p>Nonostante le evidenze, l&amp;rsquo;uso terapeutico della musica porta ancora con sé qualche pregiudizio. Eppure il suo impatto positivo su memoria, attenzione e concentrazione — e quindi sulla capacità di apprendere — è ben documentato.&lt;/p>
&lt;p>Proprio per questo può diventare una risorsa preziosa per gli studenti con Bisogni Educativi Speciali che convivono con l&amp;rsquo;ansia. E non stiamo parlando di pochi casi: il bacino di studenti che potrebbero beneficiarne è ampio e in costante crescita. In Italia gli alunni con un disturbo specifico dell&amp;rsquo;apprendimento (DSA) certificato sono passati dallo 0,7% del 2010/11 al 5,3% del 2019/20 — e i DSA sono soltanto una parte dell&amp;rsquo;insieme, più vasto, dei Bisogni Educativi Speciali.&lt;/p>
&lt;div class="mm-chart">
&lt;h3 class="mm-chart-title">Alunni con DSA in Italia (% sul totale)&lt;/h3>
&lt;div class="mm-chart-canvas">&lt;canvas id="mmChart3">&lt;/canvas>&lt;/div>
&lt;p class="mm-chart-desc">La quota di studenti con DSA certificato è cresciuta di oltre sette volte in un decennio. Fonte: Ufficio Statistica del MIUR/MIM.&lt;/p>
&lt;/div>
&lt;p>L&amp;rsquo;ansia può essere un ostacolo serio per molti studenti, soprattutto per chi affronta sfide cognitive, comportamentali o emotive. La musica offre a questi ragazzi un aiuto concreto: li sostiene nel gestire l&amp;rsquo;ansia, migliora il loro benessere e, di riflesso, anche i risultati nello studio.&lt;/p>
&lt;p>Un modo per usarla come &lt;strong>ausilio compensativo&lt;/strong> è integrarla nella routine quotidiana: come sottofondo durante lo studio o la lettura, oppure all&amp;rsquo;interno di una lezione o di una presentazione. Spesso basta questo per aiutare gli studenti a concentrarsi meglio e ad abbassare il livello d&amp;rsquo;ansia.&lt;/p>
&lt;p>La si può anche impiegare in attività mirate. La meditazione guidata accompagnata da musica rilassante, per esempio, aiuta a rilassarsi e a ritrovare la calma: un supporto particolarmente utile per chi fatica a controllare i propri pensieri o a gestire le emozioni. Oppure la si può abbinare all&amp;rsquo;attività fisica — anch&amp;rsquo;essa efficace contro l&amp;rsquo;ansia — per aumentare la motivazione e rendere il movimento più piacevole.&lt;/p>
&lt;p>C&amp;rsquo;è poi la dimensione espressiva: suonare uno strumento o creare canzoni permette di comunicare pensieri e sentimenti senza passare per le parole, cosa preziosa per chi ha difficoltà a raccontarsi. E, al livello più strutturato, c&amp;rsquo;è la musicoterapia vera e propria — una forma di terapia consolidata — che può fare la differenza soprattutto per gli studenti con difficoltà di comunicazione o di socializzazione.&lt;/p>
&lt;p>Resta un punto fermo: l&amp;rsquo;efficacia della musica dipende dai gusti di ciascuno. Non tutti reagiscono allo stesso modo allo stesso brano, e c&amp;rsquo;è chi preferisce generi lontanissimi tra loro. Per questo conviene lavorare insieme allo studente, per capire quale musica funziona davvero per lui e inserirla con criterio nel suo piano di supporto.&lt;/p>
&lt;p>Va detto con chiarezza: la musica, da sola, non risolve l&amp;rsquo;ansia né le altre difficoltà emotive o comportamentali. È un tassello di un approccio più ampio, che comprende anche la terapia individuale o di gruppo, la consulenza, l&amp;rsquo;educazione alla gestione dello stress. E, allo stesso modo, va inserita in una cornice educativa più larga — fatta di personalizzazione delle attività, collaborazione tra scuola e famiglia, tecnologie assistive e, soprattutto, di un ambiente accogliente per tutti.&lt;/p>
&lt;h2 id="studio-di-caso-la-math-music-bubble-nelle-verifiche-di-matematica">Studio di caso: la Math-Music Bubble nelle verifiche di matematica&lt;/h2>
&lt;p>Nella didattica della matematica ho sempre cercato spunti e metodologie capaci di rendere più efficace il mio lavoro, soprattutto quando si tratta di sostenere studenti il cui rendimento è condizionato da una certificazione BES.&lt;/p>
&lt;p>Il legame tra matematica e musica, del resto, ha radici antichissime: basti pensare alle riflessioni di Pitagora (575 ca. - 490 a.C.) sul valore etico ed educativo della musica nella formazione della persona.&lt;/p>
&lt;p>Per Pitagora — a cui dobbiamo proprio l&amp;rsquo;intuizione di &lt;em>rappresentare matematicamente i suoni&lt;/em> — la musica aveva tre orientamenti:&lt;/p>
&lt;ol>
&lt;li>di &lt;strong>adattamento&lt;/strong>: la musica deve conformarsi alla personalità dell&amp;rsquo;individuo, che a sua volta deve sforzarsi di accogliere anche musiche lontane dalla propria indole;&lt;/li>
&lt;li>di &lt;strong>cambiamento&lt;/strong>: la musica può modificare lo stato d&amp;rsquo;animo, aiutando a comprendere e potenziare le proprie capacità e ad accettare i propri limiti;&lt;/li>
&lt;li>di &lt;strong>purificazione&lt;/strong>: la musica libera l&amp;rsquo;animo dalle tensioni, come una medicina fa con il corpo.&lt;/li>
&lt;/ol>
&lt;p>L&amp;rsquo;idea di intrecciare musica e matematica nasce quindi dalla mia passione — e dai miei studi — per entrambe le discipline. L&amp;rsquo;occasione di sperimentarla direttamente, usando la musica come ausilio compensativo, si è presentata di recente; e, sperando di poterla riproporre in futuro, ho voluto darle un nome: &lt;em>Math-Music Bubble&lt;/em>.&lt;/p>
&lt;p>&lt;strong>Il caso.&lt;/strong> Uno studente del biennio di un IIS a indirizzo scientifico, con una diagnosi depressiva e stati d&amp;rsquo;ansia che compromettevano non solo la serenità quotidiana, ma anche il rendimento, in particolare durante le verifiche scritte.&lt;/p>
&lt;p>Dopo la certificazione erano già state attivate tutte le misure di supporto previste dal PDP: più tempo per le prove scritte, programmazione delle interrogazioni, e così via. Poi è arrivata una proposta dallo studente stesso: potersi &amp;ldquo;isolare&amp;rdquo; virtualmente dal resto della classe durante i compiti, ascoltando musica rilassante in cuffia.&lt;/p>
&lt;p>Le considerazioni che ne sono seguite — a supporto delle scelte del Consiglio di Classe — ruotavano attorno a due elementi:&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>ricreare una condizione di studio domestico già collaudata ed efficace;&lt;/li>
&lt;li>costruire una sorta di bolla, una &lt;em>comfort zone&lt;/em> in cui rifugiarsi, al riparo dall&amp;rsquo;inquietudine che quel silenzio potenzialmente ansiogeno — così tipico di una verifica di matematica — porta con sé.&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;p>L&amp;rsquo;approvazione del Consiglio di Classe e del Dirigente, con l&amp;rsquo;inserimento dell&amp;rsquo;ausilio nel PDP (e quindi l&amp;rsquo;uso dello smartphone in classe, monitorato dall&amp;rsquo;insegnante), ha di fatto tenuto conto della Relazione della 7ª Commissione Permanente del Senato — &lt;em>&amp;ldquo;Impatto del digitale sugli studenti, con particolare riferimento ai processi di apprendimento&amp;rdquo;&lt;/em>, seduta del 9 giugno 2021 — e della successiva Circolare ministeriale del 19 dicembre 2022.&lt;/p>
&lt;p>Per quanto riguarda la mia materia, ho accolto la richiesta dello studente; altri colleghi hanno preferito soluzioni più adatte alla propria disciplina, come diffondere musica rilassante per l&amp;rsquo;intera classe durante i compiti.&lt;/p>
&lt;p>Per chi convive con l&amp;rsquo;ansia, la differenza tra affrontare una verifica con un minimo di serenità e restare paralizzato davanti al foglio bianco — con l&amp;rsquo;attacco di panico sempre in agguato — può essere enorme. Un adolescente in difficoltà emotiva vive quel blocco come l&amp;rsquo;ennesimo fallimento, e ogni fallimento, amplificato, erode l&amp;rsquo;autostima e alimenta quel circolo vizioso che è il cuore degli stati depressivi. A volte con conseguenze imprevedibili.&lt;/p>
&lt;p>I risultati sono stati sorprendenti, sul piano didattico ed educativo così come su quello della collaborazione tra le persone coinvolte.&lt;/p>
&lt;p>Guardando indietro, alcuni elementi si sono rivelati decisivi per il buon esito del percorso:&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>la collaborazione continua tra tutti gli attori — famiglia, specialisti (psicologo e psichiatra), servizi territoriali e scuola, quest&amp;rsquo;ultima nelle figure del coordinatore, del Consiglio di Classe e del Dirigente;&lt;/li>
&lt;li>il ruolo attivo dello studente, che non deve mai sentirsi escluso dalle decisioni che lo riguardano;&lt;/li>
&lt;li>l&amp;rsquo;ascolto e il monitoraggio costanti: leggere i feedback è indispensabile;&lt;/li>
&lt;li>una o più figure di coordinamento — di solito il coordinatore e, all&amp;rsquo;occorrenza, un &lt;em>docente tutor&lt;/em> indicato dallo studente stesso;&lt;/li>
&lt;li>la flessibilità della scuola nell&amp;rsquo;accogliere metodologie anche fuori dagli schemi, come appunto gli ausili compensativi previsti dal PDP.&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;p>Non va nascosto un ostacolo tutt&amp;rsquo;altro che secondario: lo scetticismo di una parte del corpo docente verso strumenti la cui efficacia è ormai ampiamente dimostrata. È un freno che rende il supporto agli studenti più lento e complicato. Eppure la scuola dovrebbe essere anche un luogo di sperimentazione: è dentro le aule che si sente il polso di una classe, con tutta la straordinaria varietà delle singole personalità.&lt;/p>
&lt;p>La sensibilità dei ragazzi è cambiata molto negli ultimi anni, e continuerà a cambiare, al passo con una società che è di per sé fonte di frustrazione. Saper cogliere le sfumature del loro carattere, le loro angosce, i cambiamenti che attraversano è una competenza fondamentale per chi, oltre a insegnare, aspira a essere un buon educatore.&lt;/p>
&lt;p>E la scuola, forte di un&amp;rsquo;autonomia che le concede ampi margini, potrebbe osare di più nel discostarsi dai parametri standard. Perché prendersi davvero a cuore il percorso di uno studente, con attenzione agli ostacoli che incontra, raramente porta a risultati deludenti.&lt;/p>
&lt;h2 id="fonti-dei-dati">Fonti dei dati&lt;/h2>
&lt;ul>
&lt;li>Racine, N., McArthur, B. A., Cooke, J. E., Eirich, R., Zhu, J., &amp;amp; Madigan, S. (2021). &lt;em>Global Prevalence of Depressive and Anxiety Symptoms in Children and Adolescents During COVID-19: A Meta-analysis&lt;/em>. JAMA Pediatrics, 175(11), 1142-1150.&lt;/li>
&lt;li>de Witte, M., Spruit, A., van Hooren, S., Moonen, X., &amp;amp; Stams, G. J. (2020). &lt;em>Effects of music interventions on stress-related outcomes: a systematic review and two meta-analyses&lt;/em>. Health Psychology Review, 14(2) / 16(1).&lt;/li>
&lt;li>MIUR – Ufficio Statistica e Studi, &lt;em>Rilevazioni sugli alunni con Disturbi Specifici dell&amp;rsquo;Apprendimento (DSA)&lt;/em>, anni scolastici 2010/11 – 2019/20.&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;h2 id="bibliografia">Bibliografia&lt;/h2>
&lt;ul>
&lt;li>Zecchin, E., &amp;amp; Colombo, M. (2019). &lt;em>La musica come strumento di inclusione scolastica: esperienze e riflessioni di un progetto di educazione musicale inclusiva&lt;/em>. Ricerche di Pedagogia e Didattica, 14(1), 35-52.&lt;/li>
&lt;li>Tafuri, D., &amp;amp; Esposito, A. (2017). &lt;em>Musicoterapia, emozioni e apprendimento: una sintesi delle evidenze scientifiche&lt;/em>. Psicologia dell&amp;rsquo;Educazione, 1, 47-61.&lt;/li>
&lt;li>Giordano, G., &amp;amp; Strollo, M. R. (2016). &lt;em>La musica come strumento per l&amp;rsquo;inclusione degli studenti con disabilità intellettiva: uno studio di caso&lt;/em>. Scuola Democratica, 3, 127-141.&lt;/li>
&lt;li>Fucci, E. (2016). &lt;em>La musicoterapia nell&amp;rsquo;ambito scolastico: esperienze, prospettive e riflessioni&lt;/em>. Educazione Musicale, 5, 11-18.&lt;/li>
&lt;li>Scapin, G. (2012). &lt;em>Musica e apprendimento: una ricerca sperimentale sulla percezione dei bambini con difficoltà di apprendimento&lt;/em>. Psicologia dell&amp;rsquo;Educazione, 2, 239-256.&lt;/li>
&lt;li>Cadore, G. (2013). &lt;em>Siamo tutti musicali&amp;hellip; o quasi. Studi e ricerche sull&amp;rsquo;importanza del suono nella vita dell&amp;rsquo;uomo&lt;/em>. Terapia musicale, 100.&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;style>
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// 1 — Prevalenza ansia/depressione adolescenti
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// 2 — Effetto della musica sullo stress (d di Cohen)
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// 3 — Trend DSA in Italia
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