<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?><rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><channel><title>donne nella scienza | The Math of Things</title><link>https://mathofthings.netlify.app/tag/donne-nella-scienza/</link><atom:link href="https://mathofthings.netlify.app/tag/donne-nella-scienza/index.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description>donne nella scienza</description><generator>Wowchemy (https://wowchemy.com)</generator><language>en-us</language><lastBuildDate>Fri, 15 Jul 2022 07:00:00 +0000</lastBuildDate><image><url>https://mathofthings.netlify.app/media/icon_hu6c6ed29f698bb57c24ca81ba64928043_3770_512x512_fill_lanczos_center_3.png</url><title>donne nella scienza</title><link>https://mathofthings.netlify.app/tag/donne-nella-scienza/</link></image><item><title>Due donne, 62 uomini: la Medaglia _Fields_ fa ancora fatica a contare fino a due</title><link>https://mathofthings.netlify.app/post/due-donne-medaglia-fields/</link><pubDate>Fri, 15 Jul 2022 07:00:00 +0000</pubDate><guid>https://mathofthings.netlify.app/post/due-donne-medaglia-fields/</guid><description>&lt;h3 id="un-premio-che-si-assegna-quattro-persone-alla-volta-ogni-quattro-anni">Un premio che si assegna quattro persone alla volta, ogni quattro anni&lt;/h3>
&lt;p>In classe, quando è capitato di parlare di Alessio Figalli o di Giorgio Parisi, la domanda che torna sempre è: ma cos&amp;rsquo;è esattamente questa Medaglia Fields? È il &amp;ldquo;Nobel della matematica&amp;rdquo;? Non proprio — Alfred Nobel non previde mai un premio per la matematica nel suo testamento (le ragioni sono materia da aneddoto più che da fisica, e restano incerte), e la Fields Medal, istituita nel 1936 dal matematico canadese John Charles Fields, ha regole tutte sue, più severe: viene assegnata ogni quattro anni, in occasione del Congresso Internazionale dei Matematici, a &lt;strong>non più di quattro persone alla volta&lt;/strong>, e solo a chi ha &lt;strong>meno di 40 anni&lt;/strong> al 1° gennaio dell&amp;rsquo;anno del congresso. Non è un premio alla carriera: è un riconoscimento a chi, prima dei 40 anni, ha già cambiato la direzione di un intero campo della matematica.&lt;/p>
&lt;p>Dal 1936 a oggi sono state assegnate &lt;strong>64 medaglie in totale&lt;/strong>. Di queste, &lt;strong>solo due sono andate a una donna&lt;/strong> — le altre 62, tutte a uomini. Vale la pena raccontare chi erano queste due donne, e cosa hanno risolto.&lt;/p>
&lt;h3 id="maryam-mirzakhani-la-geometria-delle-forme-impossibili-da-immaginare">Maryam Mirzakhani: la geometria delle forme impossibili da immaginare&lt;/h3>
&lt;p>
&lt;figure id="figure-maryam-mirzakhani-stanford-university">
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&lt;div class="w-100" >&lt;img alt="Maryam Mirzakhani alla lavagna, Stanford" srcset="
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Maryam Mirzakhani, Stanford University
&lt;/figcaption>&lt;/figure>
&lt;/p>
&lt;p>Maryam Mirzakhani è nata a Teheran nel 1977. Da ragazza vinse due medaglie d&amp;rsquo;oro alle Olimpiadi Internazionali di Matematica, con un punteggio perfetto nel 1995 — un dettaglio che raccontiamo spesso in classe, perché smonta l&amp;rsquo;idea che i grandi matematici &amp;ldquo;nascano&amp;rdquo; già formati: Mirzakhani stessa raccontò di essere stata, alle medie, una studentessa mediocre in matematica, prima di innamorarsene davvero al liceo.&lt;/p>
&lt;p>Il suo lavoro riguarda oggetti difficili anche solo da immaginare: le &lt;strong>superfici di Riemann&lt;/strong> e i loro &lt;strong>spazi dei moduli&lt;/strong>. Per farsene un&amp;rsquo;idea: immaginiamo tutte le possibili forme &amp;ldquo;curve&amp;rdquo; che si possono dare a una ciambella con un certo numero di buchi, mantenendo però fissata la topologia (il numero di buchi non cambia, cambia solo la geometria — quanto è &amp;ldquo;schiacciata&amp;rdquo; o &amp;ldquo;allungata&amp;rdquo; la superficie). L&amp;rsquo;insieme di tutte queste forme possibili è a sua volta uno spazio geometrico: lo spazio dei moduli. Mirzakhani trovò un modo per calcolarne il volume, risolvendo un problema aperto da decenni, e usò questo risultato per dimostrare in modo del tutto nuovo e inaspettato una congettura di Edward Witten sulla struttura di questi spazi.&lt;/p>
&lt;p>Uno dei suoi risultati più citati riguarda il conteggio delle &lt;em>geodetiche chiuse semplici&lt;/em> su una superficie iperbolica — in parole povere, i percorsi più brevi che si chiudono su sé stessi senza mai incrociarsi. Mirzakhani dimostrò che il loro numero, al crescere della lunghezza massima $L$ consentita, cresce secondo una legge di potenza precisa:&lt;/p>
&lt;p>$$N(L) \sim c_g \cdot L^{6g-6} \tag{M}$$&lt;/p>
&lt;p>dove $g$ è il genere della superficie (il numero di &amp;ldquo;buchi&amp;rdquo;) e $c_g$ una costante che dipende dalla geometria dello spazio dei moduli stesso. Una formula che sembra tecnica, ma che in realtà mette ordine in un caos apparente: dice esattamente quanto velocemente si moltiplicano questi percorsi, e lo fa con una precisione che nessuno era riuscito a raggiungere prima.&lt;/p>
&lt;p>Nel 2014 Mirzakhani divenne la prima donna, e la prima persona di nazionalità iraniana, a vincere la Fields Medal. Morì tre anni dopo, nel 2017, per un cancro al seno diagnosticato nel 2013: aveva 40 anni. Oggi il suo nome è legato a premi e iniziative dedicate a incoraggiare le ragazze a intraprendere la ricerca matematica, tra cui il &lt;em>Maryam Mirzakhani New Frontiers Prize&lt;/em>.&lt;/p>
&lt;h3 id="maryna-viazovska-il-problema-delle-arance-risolto-in-otto-dimensioni">Maryna Viazovska: il problema delle arance, risolto in otto dimensioni&lt;/h3>
&lt;p>
&lt;figure id="figure-maryna-viazovska-epfl">
&lt;div class="d-flex justify-content-center">
&lt;div class="w-100" >&lt;img alt="Ritratto di Maryna Viazovska" srcset="
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&lt;/div>&lt;figcaption>
Maryna Viazovska, EPFL
&lt;/figcaption>&lt;/figure>
&lt;/p>
&lt;p>Il secondo nome è quello di &lt;strong>Maryna Viazovska&lt;/strong>, nata a Kyiv nel 1984, oggi professoressa ordinaria e titolare della cattedra di Teoria dei Numeri all&amp;rsquo;EPFL di Losanna, in Svizzera.&lt;/p>
&lt;p>Il problema che ha risolto ha un&amp;rsquo;origine sorprendentemente concreta, e si può raccontare bene anche a chi non ha basi di matematica avanzata: &lt;strong>qual è il modo più efficiente di impacchettare delle sfere nello spazio, in modo da riempire il maggior volume possibile?&lt;/strong> È il problema che si pone chiunque debba impilare arance al mercato, o palle di cannone in un deposito — e infatti è noto come &lt;em>sphere packing problem&lt;/em>, formulato esplicitamente da Keplero nel 1611 e rimasto una congettura per quasi quattro secoli, fino a una dimostrazione rigorosa (per lo spazio a tre dimensioni) solo nel 1998.&lt;/p>
&lt;p>Viazovska ha affrontato lo stesso problema non in tre dimensioni, ma &lt;strong>in otto e in ventiquattro&lt;/strong>. Può sembrare un esercizio di astrazione fine a sé stesso, ma in dimensioni particolari — 8 e 24, appunto — il problema nasconde una struttura eccezionalmente elegante, legata a due configurazioni geometriche note come reticolo $E_8$ e reticolo di Leech. Nel 2016 Viazovska dimostrò che il reticolo $E_8$ fornisce davvero l&amp;rsquo;impacchettamento più denso possibile in otto dimensioni, trovando una connessione sorprendente con le &lt;em>forme modulari&lt;/em>, un ramo della teoria dei numeri apparentemente lontanissimo dalla geometria dello spazio. La densità massima raggiungibile in otto dimensioni, che la sua dimostrazione ha reso un fatto certo e non più solo una congettura, vale:&lt;/p>
&lt;p>$$\Delta_8 = \frac{\pi^4}{384} \approx 0{,}25367 \tag{V}$$&lt;/p>
&lt;p>Poche settimane dopo, insieme a un gruppo di collaboratori, estese lo stesso metodo alla dimensione 24, risolvendo anche quel caso attraverso il reticolo di Leech. Nel 2022 le è stata conferita la Medaglia Fields — la seconda donna nella storia del premio, dopo Mirzakhani.&lt;/p>
&lt;h3 id="perché-raccontarlo-in-classe">Perché raccontarlo in classe&lt;/h3>
&lt;p>Non è solo una questione di quote o di rappresentanza, anche se il dato — due donne su 64 medaglie, in ottantasei anni di storia del premio — resta un dato, e i dati non si aggirano con le buone intenzioni. È che le storie di Mirzakhani e Viazovska raccontano bene cosa significa fare ricerca matematica davvero: non &amp;ldquo;essere bravi con i numeri&amp;rdquo;, ma inseguire per anni una domanda che sembra irrisolvibile, e trovare, a volte, una connessione che nessuno aveva visto — tra la geometria e la teoria dei numeri, tra un problema di ottica e uno di impacchettamento di sfere.&lt;/p>
&lt;p>È lo stesso motivo per cui vale la pena raccontare Figalli o Parisi: la matematica e la fisica non sono un elenco di formule da applicare, sono il resoconto di persone che hanno inseguito una domanda più a lungo di chiunque altro. Che a inseguirla sia stata una donna, così raramente nella storia di questo premio, è un motivo in più per raccontarlo — e per ricordare alle ragazze in classe che quella porta, oggi, è aperta anche per loro.&lt;/p>
&lt;p>Sources:&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>&lt;a href="https://www.mathunion.org/fileadmin/IMU/Prizes/Fields/2014/news_release_mirzakhani.pdf" target="_blank" rel="noopener">The Work of Maryam Mirzakhani — International Mathematical Union&lt;/a>&lt;/li>
&lt;li>&lt;a href="https://mathshistory.st-andrews.ac.uk/Biographies/Mirzakhani/" target="_blank" rel="noopener">Maryam Mirzakhani — MacTutor History of Mathematics&lt;/a>&lt;/li>
&lt;li>&lt;a href="https://www.quantamagazine.org/maryam-mirzakhani-is-first-woman-fields-medalist-20140812/" target="_blank" rel="noopener">A Tenacious Explorer of Abstract Surfaces — Quanta Magazine&lt;/a>&lt;/li>
&lt;li>&lt;a href="https://www.mathunion.org/fileadmin/IMU/Prizes/Fields/2022/laudatio-mv.pdf" target="_blank" rel="noopener">The work of Maryna Viazovska — Henry Cohn, International Mathematical Union&lt;/a>&lt;/li>
&lt;li>&lt;a href="https://mathshistory.st-andrews.ac.uk/Biographies/Viazovska/" target="_blank" rel="noopener">Maryna Viazovska — MacTutor History of Mathematics&lt;/a>&lt;/li>
&lt;li>&lt;a href="https://actu.epfl.ch/news/maryna-viazovska-explorer-of-mathematical-dimensio/" target="_blank" rel="noopener">Maryna Viazovska, explorer of mathematical dimensions — EPFL&lt;/a>&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;hr>
&lt;p style="font-family:'JetBrains Mono',monospace;font-size:0.75rem;font-weight:300;line-height:1.3;color:#8a827a;">Questo articolo è stato scritto con l'indispensabile contributo di Claude &lt;svg viewBox="0 0 24 24" fill="currentColor" width="17" height="17" style="display:inline-block;vertical-align:-3px;margin:0 2px;color:#ed6f5c;">&lt;path fill-rule="evenodd" clip-rule="evenodd" d="M12 2.5C16 2.5 19 6 19 11C19 16 16.5 21 12 21C7.5 21 5 16 5 11C5 6 8 2.5 12 2.5ZM8.7 6.6C10.4 6.6 11.6 8.2 11.6 10.2C11.6 12.2 10.4 13.4 8.7 13.4C7 13.4 6 12 6 10.2C6 8.2 7 6.6 8.7 6.6ZM15.3 6.6C17 6.6 18 8.2 18 10.2C18 12 17 13.4 15.3 13.4C13.6 13.4 12.4 12.2 12.4 10.2C12.4 8.2 13.6 6.6 15.3 6.6Z"/>&lt;/svg> — la quale, va detto, non ha chiesto nulla in cambio. Per ora.&lt;/p></description></item></channel></rss>