Riflessione sul percorso didattico dell'anno scolastico 2025/26, basata sulle risposte degli studenti al questionario di valutazione del docente.
Il questionario di valutazione del docente nasce da una convinzione semplice: chi insegna ha bisogno di feedback onesti tanto quanto chi impara. Il corso serale ha una caratteristica che lo rende diverso da qualunque contesto scolastico ordinario — gli studenti sono adulti che hanno scelto di tornare, che portano con sé esperienze di vita, aspettative precise e una soglia di tolleranza per l'inutile molto più bassa di un diciassettenne. Ignorare il loro punto di vista sarebbe un errore metodologico prima ancora che umano.
Lo strumento è stato costruito su misura: 22 domande distribuite in sei sezioni, che combinano scale Likert, domande a risposta aperta e un NPS finale. L'anonimato era garantito e comunicato esplicitamente.
Le scale Likert (1–5) coprono clima, metodo, strumenti. I valori sono medie calcolate sulle risposte valide per ciascuna domanda.
| Dimensione | Domanda | Media | Distribuzione |
|---|---|---|---|
| Relazione | Capire la difficoltà (Q1) | 4.46 | |
| Libertà di sbagliare (Q2) | 4.18 | ||
| Sentirsi visto/a (Q3) | 4.54 | ||
| Metodo | Connessioni interdisciplinari (Q5) | 4.04 | |
| Costruire idee autonomamente (Q6) | 4.00 | ||
| Ritmo delle lezioni (Q7) | 4.00 | ||
| Attività pratiche vs teoria (Q8) | 4.19 | ||
| Strumenti | Materiali digitali (Q10) | 4.67 |
Il Net Promoter Score misura la probabilità che uno studente consigli il corso a un collega o amico che sta valutando di tornare a scuola.
Sul piano dell'apprendimento metacognitivo, la domanda Q15 ("Hai imparato qualcosa di utile al di là del programma scolastico?") ha ricevuto risposte prevalentemente affermative ("Sì, decisamente"). La stragrande maggioranza ha risposto positivamente. È il dato qualitativamente più significativo dell'intero questionario.
"La x non è un'incognita… c'è sempre una soluzione… come i problemi… come nella vita." — Q4, studente
"Ho imparato quanto sia importante fare un lavoro per passione e non tanto per farlo, ho imparato cosa vuol dire essere capiti davvero." — Q15, studente
"Lei ha saputo trasformare la sua materia in una cosa per niente noiosa e comprensibile." — Q22, studente
"Ho realizzato risultati che in passato credevo impossibili." — Q15, studente
Le risposte a Q16 ("C'è una cosa che il prof fa e che ti chiedi perché non facciano anche gli altri insegnanti?") sono quelle che più sorprendono, perché convergono su elementi che consideravo normali — e che evidentemente non lo sono.
Colpisce in particolare la ricorrenza dell'"essere visti come persone, non come voti". Più studenti lo citano in modo indipendente — con parole diverse ma con la stessa immagine di fondo. In un corso serale, dove molti hanno storie di abbandono scolastico o di fallimento pregresso con la matematica, questa percezione ha un peso specifico molto alto.
Le risposte a Q17 ("Cosa vorresti che il prof smettesse di fare?") e Q18 ("Se potessi cambiare una sola cosa nelle lezioni") sono le più preziose. Richiedono onestà da parte degli studenti e la capacità di riceverla senza difese da parte mia.
I temi ricorrenti sono due, chiari e coerenti tra loro:
Un'annotazione sui tre detrattori NPS (voti 3, 5, 5): leggendo le risposte aperte, uno di essi chiarisce esplicitamente che il basso punteggio è rivolto al sistema scolastico, non alle lezioni del professore — e che il professore "fa davvero la differenza". Gli altri due usano le domande aperte in modo costruttivo, segnalando criticità reali (ritmo, esercizi) senza toni negativi verso la persona. Non sono segnali di allarme: sono feedback tecnici utili.
Alcune risposte al "Spazio libero" (Q22) non rientrano in nessuna categoria di analisi. Vanno citate come tali.
"È stato il mio miglior prof di matematica — e non sto parlando solo di numeri, ma di concetti. I numeri sono facili da capire, ma il concetto che c'è dietro solo se hai un buon professore con la giusta intelligenza puoi capirlo davvero." — Q22
"È la prima volta in questi anni di scuola che un professore si mette 'in dubbio' in modo aperto davanti agli studenti — non è una cosa negativa, anzi. Da qui si capisce che gli piace quello che fa e lo fa con il cuore." — Q22
"Tornare a scuola da adulto è difficile. Lei ha saputo trasformare anche la matematica — che non mi appassionava — in una cosa comprensibile. Grazie per la bella persona che è." — Q22 (parafrasi)
"Vorrei avere la sua pazienza e la sua diplomazia." — Q22
La parola che ricorre di più in Q21 ("Una parola sola") — tra varianti diverse — è impegnative. Seguono divertenti, entusiasmanti, alternative, coinvolgenti. Nessuna parola con connotazione negativa netta. Una studentessa ha scritto caotiche con un'emoji sorridente, un'altra nel chill.
Quello che emerge con più forza è la conferma di qualcosa che avevo intuito ma non osato dire completamente: gli studenti di un corso serale non hanno bisogno di un insegnante che sappia di più, bensì di uno che sappia vedere dove loro sono rimasti bloccati — e che abbia la pazienza infinita di provare percorsi diversi fino a quando non scatta il riconoscimento. Q1 e Q3 a 4.46 e 4.54 lo dicono chiaramente.
Mi ha sorpreso — e insieme confortato — che nessuno abbia contestato il come insegno. Le critiche costruttive riguardano il quando e il quanto: il ritmo, la ripetizione, l'equilibrio tra ascolto e pratica. Questo è prezioso perché è risolvibile. Non è un problema di metodo: è un problema di progettazione, e puoi cambiarla.
Quello che mi ha colto più di sorpresa è la ricorrenza di un tema che non era nei quesiti ufficiali: tanti studenti hanno nominato la fiducia nella possibilità stessa di capire. Non il mio insegnamento come ornamento, ma come catalizzatore di una trasformazione interna. Questo cambia quello che faccio l'anno prossimo.
Sulla base dei dati disponibili, emergono tre direzioni concrete su cui lavorare nella progettazione del prossimo anno.