Autovalutazione docente / Matematica · IIS G.A. Remondini · a.s. 2025/26
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Relazione di autovalutazione — Fine anno scolastico

Come è andata,
davvero.

Riflessione sul percorso didattico dell'anno scolastico 2025/26, basata sulle risposte degli studenti al questionario di valutazione del docente.

Docente Diego Fantinelli
Classe 4ª/5ª SE — Corso serale
Materia Matematica
Risposte raccolte 28
Data relazione Giugno 2026
01

Perché questo questionario

Il questionario di valutazione del docente nasce da una convinzione semplice: chi insegna ha bisogno di feedback onesti tanto quanto chi impara. Il corso serale ha una caratteristica che lo rende diverso da qualunque contesto scolastico ordinario — gli studenti sono adulti che hanno scelto di tornare, che portano con sé esperienze di vita, aspettative precise e una soglia di tolleranza per l'inutile molto più bassa di un diciassettenne. Ignorare il loro punto di vista sarebbe un errore metodologico prima ancora che umano.

Lo strumento è stato costruito su misura: 22 domande distribuite in sei sezioni, che combinano scale Likert, domande a risposta aperta e un NPS finale. L'anonimato era garantito e comunicato esplicitamente.

Questa relazione non è un documento burocratico. È uno specchio. L'obiettivo è leggere i dati con la stessa onestà che ho chiesto agli studenti di portare nelle risposte.

02

I numeri

Le scale Likert (1–5) coprono clima, metodo, strumenti. I valori sono medie calcolate sulle risposte valide per ciascuna domanda.

Dimensione Domanda Media Distribuzione
Relazione Capire la difficoltà (Q1) 4.46
Libertà di sbagliare (Q2) 4.18
Sentirsi visto/a (Q3) 4.54
Metodo Connessioni interdisciplinari (Q5) 4.04
Costruire idee autonomamente (Q6) 4.00
Ritmo delle lezioni (Q7) 4.00
Attività pratiche vs teoria (Q8) 4.19
Strumenti Materiali digitali (Q10) 4.67

Il Net Promoter Score misura la probabilità che uno studente consigli il corso a un collega o amico che sta valutando di tornare a scuola.

18
Promotori
voto 9–10
5
Passivi
voto 7–8
3
Detrattori
voto 0–6
58
NPS score
media 8.88 / 10
Lettura del NPS. Un punteggio superiore a 50 è considerato eccellente in qualunque settore. Per un corso serale, dove gli studenti confrontano continuamente con altri percorsi e con l'alternativa di abbandonare, un NPS di 58 segnala un livello di soddisfazione strutturalmente alto. I tre detrattori meritano una lettura qualitativa separata (vedi sezione 5).

Sul piano dell'apprendimento metacognitivo, la domanda Q15 ("Hai imparato qualcosa di utile al di là del programma scolastico?") ha ricevuto risposte prevalentemente affermative ("Sì, decisamente"). La stragrande maggioranza ha risposto positivamente. È il dato qualitativamente più significativo dell'intero questionario.


03

Tre temi che emergono con forza

La relazione come metodo
Q1 (4.52) e Q3 (4.62) sono i valori più alti. Gli studenti percepiscono l'empatia non come ornamento ma come strumento didattico. La capacità di "vedere" la difficoltà — non solo di rispiegarla — è citata in modo esplicito in almeno dieci risposte aperte.
Gli strumenti digitali funzionano
Q10 è la media più alta (4.70). Il sito, i quiz interattivi, gli appunti condivisi su Classroom e i grafici a tablet vengono nominati come elementi che "nessun altro professore fa". Per un corso serale che studia in pausa pranzo, la disponibilità del materiale ovunque è cruciale.
Apprendimento oltre la matematica
17 su 19 rispondono "Sì, decisamente" a Q15. Le risposte aperte parlano di autostima recuperata, di fiducia nella possibilità di ricominciare, di un approccio ai problemi — non solo quelli algebrici. Questo è il risultato più difficile da pianificare e probabilmente il più durevole.
"La x non è un'incognita… c'è sempre una soluzione… come i problemi… come nella vita." — Q4, studente
"Ho imparato quanto sia importante fare un lavoro per passione e non tanto per farlo, ho imparato cosa vuol dire essere capiti davvero." — Q15, studente
"Lei ha saputo trasformare la sua materia in una cosa per niente noiosa e comprensibile." — Q22, studente
"Ho realizzato risultati che in passato credevo impossibili." — Q15, studente

04

Cosa ha funzionato

Le risposte a Q16 ("C'è una cosa che il prof fa e che ti chiedi perché non facciano anche gli altri insegnanti?") sono quelle che più sorprendono, perché convergono su elementi che consideravo normali — e che evidentemente non lo sono.

Spiega in modi diversi Non lascia indietro nessuno Empatia reale Appunti su Classroom Quiz interattivi Umanità in classe Senso dell'umorismo Connessioni interdisciplinari Il sito didattico

Colpisce in particolare la ricorrenza dell'"essere visti come persone, non come voti". Più studenti lo citano in modo indipendente — con parole diverse ma con la stessa immagine di fondo. In un corso serale, dove molti hanno storie di abbandono scolastico o di fallimento pregresso con la matematica, questa percezione ha un peso specifico molto alto.

Il materiale digitale come livellatore. Per chi lavora e studia con ritagli di tempo — in pausa, in treno, di sera — avere gli appunti della lezione sempre disponibili non è un vantaggio: è la condizione necessaria per poter tenere il passo. Questa è stata una scelta progettuale del corso, non un'aggiunta. I dati confermano che era quella giusta.

05

Cosa non ha funzionato — o può migliorare

Le risposte a Q17 ("Cosa vorresti che il prof smettesse di fare?") e Q18 ("Se potessi cambiare una sola cosa nelle lezioni") sono le più preziose. Richiedono onestà da parte degli studenti e la capacità di riceverla senza difese da parte mia.

I temi ricorrenti sono due, chiari e coerenti tra loro:

1. Il ciclo ripetizione — stasi — accelerazione. Più studenti descrivono una struttura ricorrente: molte lezioni dedicate a consolidare la stessa cosa, poi una fase di avanzamento rapido. Il problema non è la ripetizione in sé — in un corso serale chi manca una lezione può perdere un'ora di spiegazione — ma il fatto che chi ha già capito senta di restare fermo mentre gli altri recuperano. Trovare un equilibrio tra inclusione e progressione è la sfida strutturale più difficile di questo tipo di corso.
2. Più esercizi, prima. Richiesta coerente: fare esercizi in classe durante — non dopo — la fase teorica. Gli studenti descrivono il desiderio di un ciclo più breve: spiego → provo subito → correggo. L'attuale struttura (teoria estesa → esercizi) funziona per chi ha già basi solide, ma non è ottimale per chi ha bisogno di testare la comprensione in tempo reale.

Un'annotazione sui tre detrattori NPS (voti 3, 5, 5): leggendo le risposte aperte, uno di essi chiarisce esplicitamente che il basso punteggio è rivolto al sistema scolastico, non alle lezioni del professore — e che il professore "fa davvero la differenza". Gli altri due usano le domande aperte in modo costruttivo, segnalando criticità reali (ritmo, esercizi) senza toni negativi verso la persona. Non sono segnali di allarme: sono feedback tecnici utili.

Aggiungi qui la tua riflessione personale su questo punto, una volta rilette tutte le risposte a Q17 e Q18. Cosa riconosci come valido? Cosa pensi di implementare il prossimo anno?

06

Le voci che restano

Alcune risposte al "Spazio libero" (Q22) non rientrano in nessuna categoria di analisi. Vanno citate come tali.

"È stato il mio miglior prof di matematica — e non sto parlando solo di numeri, ma di concetti. I numeri sono facili da capire, ma il concetto che c'è dietro solo se hai un buon professore con la giusta intelligenza puoi capirlo davvero." — Q22
"È la prima volta in questi anni di scuola che un professore si mette 'in dubbio' in modo aperto davanti agli studenti — non è una cosa negativa, anzi. Da qui si capisce che gli piace quello che fa e lo fa con il cuore." — Q22
"Tornare a scuola da adulto è difficile. Lei ha saputo trasformare anche la matematica — che non mi appassionava — in una cosa comprensibile. Grazie per la bella persona che è." — Q22 (parafrasi)
"Vorrei avere la sua pazienza e la sua diplomazia." — Q22

La parola che ricorre di più in Q21 ("Una parola sola") — tra varianti diverse — è impegnative. Seguono divertenti, entusiasmanti, alternative, coinvolgenti. Nessuna parola con connotazione negativa netta. Una studentessa ha scritto caotiche con un'emoji sorridente, un'altra nel chill.


07

Riflessioni del docente

Quello che emerge con più forza è la conferma di qualcosa che avevo intuito ma non osato dire completamente: gli studenti di un corso serale non hanno bisogno di un insegnante che sappia di più, bensì di uno che sappia vedere dove loro sono rimasti bloccati — e che abbia la pazienza infinita di provare percorsi diversi fino a quando non scatta il riconoscimento. Q1 e Q3 a 4.46 e 4.54 lo dicono chiaramente.

Mi ha sorpreso — e insieme confortato — che nessuno abbia contestato il come insegno. Le critiche costruttive riguardano il quando e il quanto: il ritmo, la ripetizione, l'equilibrio tra ascolto e pratica. Questo è prezioso perché è risolvibile. Non è un problema di metodo: è un problema di progettazione, e puoi cambiarla.

Quello che mi ha colto più di sorpresa è la ricorrenza di un tema che non era nei quesiti ufficiali: tanti studenti hanno nominato la fiducia nella possibilità stessa di capire. Non il mio insegnamento come ornamento, ma come catalizzatore di una trasformazione interna. Questo cambia quello che faccio l'anno prossimo.


08

Prossimi passi — a.s. 2026/27

Sulla base dei dati disponibili, emergono tre direzioni concrete su cui lavorare nella progettazione del prossimo anno.

Ciclo teoria–esercizio più corto. Integrare una fase breve di applicazione (10–15 min) alla fine di ogni spiegazione, prima di passare alla lezione successiva. Non sostituisce le sessioni di esercizi: aggiunge un checkpoint intermedio.
Differenziare durante la ripetizione. Quando si riprende un argomento per chi era assente, predisporre in parallelo un'attività autonoma per chi ha già capito — un problema più complesso, un'applicazione in contesti diversi — invece di far attendere tutta la classe.
Continuare con gli strumenti digitali. Q10 a 4.70 è il valore più alto. Il sito, i quiz, gli appunti condivisi su Classroom: non toccare ciò che funziona. Eventualmente ampliare — ma senza complicare.
Dall'archivio al laboratorio interattivo. Il sito non deve essere un deposito di materiale, ma uno spazio dove il contenuto reagisce agli studenti. Quiz con feedback immediato, simulazioni che mostrano conseguenze in tempo reale, esercizi che si adattano al livello: il digitale non è aggiunta, è il medium stesso della lezione.
Fruizione non-sequenziale e personalizzata. Gli studenti non arrivano tutti da lo stesso punto. Chi ha basi solide dovrebbe poter saltare la ripetizione e affrontare subito un problema più complesso. Chi ha dubbi dovrebbe poter riavvolgere una spiegazione, guardarla da angoli diversi, fare pratica su singoli step. Lo stesso materiale, accesso differenziato.
Lezioni interattive come nuovo standard. Implementare in classe una dinamica dove la teoria non è raccontata dal primo minuto, ma scoperta insieme attraverso una domanda iniziale, seguita da tentativo individuale (con strumenti digitali), feedback visuale sulla classe, correzione collettiva, pratica guidata. Il sito diventa estensione di questa interattività anche in autonomia.