<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?><rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><channel><title>infos | The Math of Things</title><link>https://mathofthings.netlify.app/category/infos/</link><atom:link href="https://mathofthings.netlify.app/category/infos/index.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><description>infos</description><generator>Wowchemy (https://wowchemy.com)</generator><language>en-us</language><lastBuildDate>Wed, 30 Mar 2022 00:21:00 +0000</lastBuildDate><image><url>https://mathofthings.netlify.app/media/icon_hu6c6ed29f698bb57c24ca81ba64928043_3770_512x512_fill_lanczos_center_3.png</url><title>infos</title><link>https://mathofthings.netlify.app/category/infos/</link></image><item><title>Il concetto di _Modello Matematico_</title><link>https://mathofthings.netlify.app/post/modello-matematico/</link><pubDate>Wed, 30 Mar 2022 00:21:00 +0000</pubDate><guid>https://mathofthings.netlify.app/post/modello-matematico/</guid><description>&lt;h1 id="il-concetto-di-modello-matematico">Il concetto di modello matematico&lt;/h1>
&lt;blockquote>
&lt;h3 id="probabilità-e-particelle">Probabilità e particelle&lt;/h3>
&lt;p>Nel 1820 Pierre Simon de Laplace, nel suo Théorie analytique des probabilités, scriveva:
&amp;ldquo;Noi dobbiamo dunque considerare lo stato presente dell&amp;rsquo;universo come effetto del suo stato anteriore e come causa del suo stato futuro. Un&amp;rsquo;intelligenza che, per un dato istante, conoscesse tutte le forze di cui è animata la natura $[\ldots]$ abbraccerebbe nella stessa formula i movimenti dei più grandi corpi dell&amp;rsquo;universo e dell&amp;rsquo;atomo più leggero: nulla sarebbe incerto presente ai suoi occhi&amp;rdquo;&lt;/p>
&lt;p>Laplace riteneva che il calcolo delle probabilità fosse utile in tutte quelle situazioni in cui è difficile ottenere informazioni molto precise sulle grandezze in gioco, ma che sarebbe possibile conoscere con esattezza posizione e velocità di ogni singola particella dell&amp;rsquo;universo.&lt;/p>
&lt;p>Nel 1927 Werner Heisenberg enunciava il principio di indeterminazione, affermando che il prodotto delle incertezze di due grandezze coniugate (per esempio, posizione e quantità di moto) non può essere minore del rapporto fra la costante di Planck e $2 \pi$.&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>Nel mondo macroscopico gli effetti di questo principio sono irrilevanti, perché la costante di Planck è molto piccola.&lt;/li>
&lt;li>Nel mondo atomico e subatomico, invece, le conseguenze sono significative e sorprendenti.
&lt;ul>
&lt;li>Per esempio, affermare che non è possibile conoscere con la precisione voluta sia la quantità di moto sia la posizione di una particella, implica che perde significato il concetto di traiettoria.&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;p>Non ha quindi senso parlare di traiettoria di un elettrone, ma solo di probabilità di trovare l&amp;rsquo;elettrone in una determinata posizione. A differenza di ciò che affermava Laplace, l&amp;rsquo;approccio probabilistico non è allora un utile stratagemma per ovviare alla nostra ignoranza, ma una necessità per comprendere la natura del mondo.&lt;/p>
&lt;/blockquote>
&lt;blockquote>
&lt;p>Nei casi concreti, l&amp;rsquo;analisi e la modellizzazione di un fenomeno casuale avviene solitamente secondo le fasi sintetizzate nel seguente schema.&lt;/p>
&lt;/blockquote>
&lt;center>
&lt;div class="mermaid">graph TD
A[Esperimento Casuale] --> B(osservazione)
B --> |statistica descrittiva| C[analisi dati]
C --> D{confronto}
A --> E(modello)
E -->|Calcolo delle Probabilità| G[Previsioni]
G --> D
D --> H[validazione o &lt;br> correzione del modello]
&lt;/div>
&lt;/center>
&lt;ul>
&lt;li>La costruzione del modello del fenomeno casuale consiste nel definire alcune &lt;code>variabili aleatorie&lt;/code> che descrivono il fenomeno in esame e assegnare a tali variabili aleatorie una distribuzione di probabilità.
&lt;ul>
&lt;li>Questa fase è la più delicata perché comporta un certo grado di &lt;mark class="hltr-yellow">arbitrarietà&lt;/mark> nella scelta della distribuzione più adeguata.&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;/li>
&lt;li>Naturalmente, nella costruzione del modello non si procede arbitrariamente, ma si cerca di descrivere nel miglior modo possibile gli aspetti d&amp;rsquo;interesse del fenomeno che si sta studiando.&lt;/li>
&lt;li>Tuttavia, dopo aver trovato un modello che, almeno a priori, sembra ragionevole, esso dovrà essere &lt;em>messo alla prova&lt;/em>, &lt;strong>confrontando&lt;/strong> le previsioni che consente di effettuare con i dati empirici.
&lt;ul>
&lt;li>Nel caso si riscontrino delle significative discrepanze con i dati reali, occorre cercare di &lt;strong>modificare&lt;/strong> il modello per renderlo più aderente alla realtà;&lt;/li>
&lt;li>nel caso in cui, invece, si abbia &lt;strong>conferma&lt;/strong> di aver trovato un buon modello, non è tuttavia detto che esso sia necessariamente l&amp;rsquo;unico valido o che non sia ulteriormente migliorabile.&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;blockquote>
&lt;p>Si intravede così la moderna concezione di modello matematico come &lt;strong>rappresentazione formale di un fenomeno&lt;/strong>, che non pretende di spiegarlo o di scoprirne l&amp;rsquo;intima essenza, ma solo di darne un&amp;rsquo;immagine che descriva bene alcuni suoi aspetti.&lt;/p>
&lt;/blockquote>
&lt;ul>
&lt;li>
&lt;p>Un modello va dunque valutato soltanto in base alla sua &lt;strong>efficacia&lt;/strong> e un buon modello non è detto che sia l&amp;rsquo;unico possibile.
Si tratta di un approccio opposto a quello della fisica classica:&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>per Newton l&amp;rsquo;obiettivo fondamentale non era l&amp;rsquo;utilità ma la &lt;mark class="hltr-cyan">ricerca della verità&lt;/mark>, la scoperta delle cause di un fenomeno, la loro spiegazione, fino a giungere alla causa prima.&lt;/li>
&lt;li>Non è un caso, quindi, che la moderna modellistica matematica e la diffusione dei modelli matematici anche nell&amp;rsquo;ambito di discipline diverse dalla fisica abbiano avuto origine proprio con la crisi di uno dei principi fondamentali della fisica classica: quello del &lt;mark class="hltr-cyan">determinismo&lt;/mark>, secondo cui &lt;em>la conoscenza della posizione e della velocità di un punto materiale, nonché della legge del suo moto, determinano in modo univoco la sua evoluzione&lt;/em>.&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;/li>
&lt;li>
&lt;p>A scardinare questo principio fu principalmente la scoperta, da parte di Werner Karl Heisenberg (1927), che &lt;mark class="hltr-yellow">a livello microscopico la &lt;em>posizione&lt;/em> e la &lt;em>velocità&lt;/em> di una particella non possono essere determinate simultaneamente&lt;/mark>; si può soltanto determinare la &lt;strong>probabilità&lt;/strong> che la particella si trovi in un punto anziché in un altro, oppure che abbia una velocità piuttosto che un&amp;rsquo;altra.&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;blockquote>
&lt;ul>
&lt;li>Il comportamento della particella non può dunque essere previsto in modo certo, come normalmente accadeva nella fisica classica.&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;/blockquote>
&lt;ul>
&lt;li>Ne seguì una progressiva crisi della concezione puramente deterministica, che lasciò gradualmente spazio a un approccio nuovo ai problemi, di tipo &lt;mark class="hltr-green">&lt;strong>modellistico e probabilistico&lt;/strong>&lt;/mark>, ben sintetizzato dalle parole di uno dei massimi scienziati del novecento, John von Neumann (1903-1957):&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;blockquote>
&lt;p>&amp;ldquo;Le scienze non cercano di spiegare, a malapena tentano di interpretare, ma fanno soprattutto dei modelli. Per modello si intende un costrutto matematico che, con l&amp;rsquo;aggiunta di certe interpretazioni verbali, descrive dei fenomeni osservati. La giustificazione di un siffatto costrutto matematico è soltanto e precisamente che ci si aspetta che funzioni, cioè che descriva correttamente i fenomeni di un&amp;rsquo;area ragionevolmente ampia&amp;rdquo;.&lt;/p>
&lt;/blockquote></description></item><item><title>Epitaffio di _Diòfanto_</title><link>https://mathofthings.netlify.app/post/epitaffio_diofanto/</link><pubDate>Fri, 19 Nov 2021 00:21:00 +0000</pubDate><guid>https://mathofthings.netlify.app/post/epitaffio_diofanto/</guid><description>&lt;blockquote>
&lt;p>There is not one big cosmic meaning for all, there is only the meaning we each give to our life.
&lt;br> — &lt;cite>Anaïs Nin&lt;/cite>&lt;/p>
&lt;/blockquote>
&lt;h2 id="diofanto-di-alessandra">Diofanto di Alessandra&lt;/h2>
&lt;ul>
&lt;li>Diofanto di Alessandria (in greco: Διόφαντος ὁ Ἀλεξανδρεύς) fu un grande matematico greco e, anche se della sua vita si sa ben poco e pare sia vissuto nel periodo tra il $II$ e il $III$ secolo d.C. ad Alessandria d&amp;rsquo;Egitto in epoca romana, alcuni ritengono che sia stato l&amp;rsquo;ultimo dei grandi matematici ellenistici.&lt;/li>
&lt;li>In un epigramma della “Antologia Palatina”, attribuito a Metrodoro di Bisanzio, grammatico e aritmetico vissuto nel $VI$ secolo d.C., si legge una curiosa indicazione dalla quale è possibile trarre l’età del grande matematico greco Diofanto.&lt;/li>
&lt;li>L&amp;rsquo;indovinello che, secondo la leggenda, Diofanto stesso volle venisse scritto sulla propria tomba sotto forma di epitaffio, è un problema aritmetico proposto sotto forma appunto di epigramma&lt;sup id="fnref:1">&lt;a href="#fn:1" class="footnote-ref" role="doc-noteref">1&lt;/a>&lt;/sup>, e che fa parte della raccolta di 45 indovinelli, corrispondenti ad equazioni di primo grado ad un’incognita, che l&amp;rsquo;epigrammista greco Metrodoro incluse nell’Antologia Greca.&lt;/li>
&lt;li>Infatti il libro XIV dell&amp;rsquo;&lt;em>Antologia Palatina&lt;/em> contiene $150$ epigrammi, di cui $45$ sono i problemi aritmetici raccolti da Metrodoro.&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;h2 id="epitaffio-di-diofanto">epitaffio di Diofanto&lt;/h2>
&lt;ul>
&lt;li>A Diofanto si deve un famoso problema, che egli stesso volle venisse scritto sulla propria tomba sotto forma di epitaffio:&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;blockquote>
&lt;p>«Οὑτός τοι Διόφαντον ἔχει τάφος· ἆ μέγα θαῦμα!&lt;br>
καὶ τάφος ἐκ τέχνης μέτρα βίοιο λέγει.&lt;br>
Ἕκτην κουρίζειν βιότου θεὸς ὤπασε μοίρην,&lt;br>
δωδεκάτην δ&amp;rsquo; ἐπιθείς μῆλα πόρεν χνοάειν·&lt;br>
τῇ δ&amp;rsquo; ἄρ&amp;rsquo; ἑβδομάτῃ τὸ γαμήλιον ἥψατο φέγγος,&lt;br>
ἐκ δὲ γάμων πέμπτῳ παῖδ&amp;rsquo; ἐπένευσεν ἔτει.&lt;br>
Αἰαῖ, τηλύγετον δειλὸν τέκος, ἥμισυ πατρός&lt;br>
+τοῦδε καὶ ἡ κρυερός+ μέτρον ἑλὼν βιότου.
Πένθος δ&amp;rsquo; αὖ πισύρεσσι παρηγορέων ἐνιαυτοῖς&lt;br>
τῇδε πόσου σοφίῃ τέρμ&amp;rsquo; ἐπέρησε βίου.»&lt;/p>
&lt;/blockquote>
&lt;hr>
&lt;blockquote>
&lt;p>«Questa tomba rinchiude Diofanto e, meraviglia!&lt;br>
dice matematicamente quanto ha vissuto.&lt;br>
Un sesto della sua vita fu l&amp;rsquo;infanzia,&lt;br>
aggiunse un dodicesimo perché le sue guance si coprissero della peluria dell&amp;rsquo;adolescenza.&lt;br>
Dopo un altro settimo della sua vita prese moglie,&lt;br>
e dopo cinque anni di matrimonio ebbe un figlio.&lt;br>
L&amp;rsquo;infelice (figlio) morì improvvisamente&lt;br>
quando raggiunse la metà dell&amp;rsquo;età che il padre ha vissuto.&lt;br>
Il genitore sopravvissuto fu in lutto per quattro anni&lt;br>
e raggiunse infine il termine della propria vita.»&lt;/p>
&lt;/blockquote>
&lt;hr>
&lt;ul>
&lt;li>La soluzione dell&amp;rsquo;enigma sta nella seguente equazione:
$$\large \dfrac{x}{6} + \dfrac{x}{12} + \dfrac{x}{7} + 5 + \dfrac{x}{2} + 4 = x$$&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;br>
&lt;h4 id="soluzione">soluzione:&lt;/h4>
&lt;p>$$
\begin{align}
\dfrac{14x + 7x + 12x +420 + 42x + 336}{84} = x\\
\cancel{84} \cdot \dfrac{14x + 7x + 12x +420 + 42x + 336}{\cancel{84}} = 84x\\
-9x = -756\\
\dfrac{-9x}{-9} = \dfrac{-756}{-9}\\
\end{align}
$$&lt;/p>
&lt;ul>
&lt;li>da cui si ricava l&amp;rsquo;età di Diofanto:
$$\Large x = 84$$&lt;/li>
&lt;/ul>
&lt;section class="footnotes" role="doc-endnotes">
&lt;hr>
&lt;ol>
&lt;li id="fn:1" role="doc-endnote">
&lt;p>Breve componimento diretto a fissare, per lo più in modo ironico o satirico, l&amp;rsquo;interpretazione personale di un fatto, sì da indurre il lettore alla riflessione o al riso;&amp;#160;&lt;a href="#fnref:1" class="footnote-backref" role="doc-backlink">&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a>&lt;/p>
&lt;/li>
&lt;/ol>
&lt;/section></description></item></channel></rss>